“Non si tratta di allenare solo il corpo, quando sono sulla pedana ho bisogno di unità e di allineamento di tutta me stessa”

Rebecca inizia la carriera di ginnasta agonista a 4 anni e il suo sogno/obiettivo fin da allora è stato ben chiaro: l’accademia della Nazionale!

Da allora l’asticella è alta, l’impegno e la volontà anche. Mentre mi racconta entusiasta i suoi risultati raggiunti, osservo i suoi occhi che brillano, e ascolto la sua voce limpida che accompagna quei gesti decisi delle mani.

Arriva al counseling per essere sostenuta emotivamente “Non si tratta di allenare solo il corpo” dice, “Quando sono sulla pedana ho bisogno di unità e di allineamento di tutta me stessa. Ho bisogno di poter gestire e controllare le mie emozioni almeno quanto controllo il mio corpo negli avvitamenti e nei salti più impegnativi”. Rebecca sa che in 1 – 2 minuti di gara può giocarsi tutto, può perdere il prezioso investimento emotivo, temporale, fisico degli allenamenti. Potrebbe mancare all’appuntamento con quell’occasione, forse unica e irripetibile della propria vita.

Questo la porta a consapevolizzare che il nemico più temuto da battere non è un avversario in carne ed ossa, ma è già dentro di lei: la paura di sbagliare.

Per questo decide di chiedere aiuto, per giungere, in gara come negli allenamenti, alla gestione fluida del gesto tecnico e per poter gestire le pause forzate dagli infortuni. Questo perchè purtroppo, una ginnasta è sottoposta ad infortuni continui, il suo corpo è soggetto a stress e cadute ripetute e spesso proprio alla vigilia di competizioni per cui ci si è preparati per mesi, si trova a dover rinunciare alla gara.

Durante il percorso di counseling Rebecca, che è un’adolescente, nonostante sia convinta che quella che ha intrapreso sia l’unica strada che veramente desidera percorrere, attraversa fisiologiche fasi di crisi dubitando in alcuni momenti della propria volontà di proseguire negli immani sforzi di conciliare una vita “normale” con una vita da “agonista”.

Per questo abbiamo lavorato sul contatto con la propria autenticità, con la linea del tempo o con la tecnica del “come se”, per aiutarla a farla ritrovare la motivazione intrinseca e a lasciarla decidere consapevolmente e responsabilmente sul proprio futuro.

Le tecniche di visualizzazione e la gestione emotiva hanno permesso a Rebecca di superare il proprio limite, di raggiungere quell’obiettivo prefissato e di salire sul podio a cui anelava.

Inoltre, la competenza emotiva acquisita, le ha permesso di instaurare sane relazioni con le giovani colleghe e con il team di preparazione atletica, un valore aggiunto prezioso e non scontato, data l’elevata competizione nell’ambiente sportivo!

Tutta la potenza e la perseveranza, la pazienza e la grinta, la volontà e la tenacia erano già in lei. Gli incontri di counseling l’hanno aiutata a prendere consapevolezza della loro esistenza e a utilizzarle efficacemente nella propria vita. Con risultati tangibili.

Alla fine Rebecca ha vinto. Ha vinto su se stessa, con se stessa e per se stessa!

 

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