Apprendere con il sorriso



“Quando fai piani per un anno, semina grano.
Se fai piani per un decennio, pianta alberi.
Se fai piani per la vita, forma ed educa le persone”.

Antico proverbio cinese

Un percorso educativo in cui sono presenti i valori della solidarietà, dell’amicizia e della cooperazione, in un clima relazionale di comprensione e accettazione reciproca. Questo l’obiettivo del nostro modello “Level Up” che, per il quarto anno consecutivo è stato attivato presso l’I.C. Anzio V, riscuotendo una sempre più numerosa partecipazione. 

Siamo convinte che nel processo di apprendimento, l’arma segreta è il sorriso, perché si impara meglio quando si è felici. Il nostro cervello infatti, non ricorda i contenuti, ma le emozioni perché proprio le emozioni lasciano una traccia a lungo termine.

E se è vero che la nozione appresa finirà nella memoria procedurale o semantica, la memoria del sentimento di inadeguatezza e incapacità, finirà nella memoria autobiografica, minando significativamente l’autostima e l’autoefficacia dell’alunno. Ecco perché possiamo fare in modo di nutrire gli apprendimenti con delle emozioni positive e ciò può accadere soltanto se instauriamo un’alleanza fondata su una “relazione calda”, nella quale i bambini/pre-adolescenti, possono esprimere i loro bisogni, le loro abilità e le loro fragilità senza paura.

Se l’errore è permesso, allora, è possibile apprendere da esso e imparare ad andare oltre i limiti. Cioè, se l’errore non è associato alla punizione, alla frustrazione, all’umiliazione, ma viene accolto e compreso, diventa risorsa e fonte d’apprendimento. Il sorriso comunicativo e di incoraggiamento sostituisce il rimprovero e stimola la motivazione e l’attenzione.

L’apprendimento caldo, così, sostenuto da emozioni positive quali l’allegria, il buon umore e la magia creata da un sorriso, diventa un vero e proprio approccio educativo che permette di evitare il blocco e il cortocircuito emozionale. «L’intelligenza funziona meglio quando si è felici», lo affermano anche le ultime ricerche delle neuroscienze intorno al campo delle emozioni, che pongono queste ultime al centro del processo di apprendimento.

L’errore non è una sconfitta, non è un fallimento. L’errore è una prova a cui si può trovare insieme (insegnante o genitore) una soluzione, una risposta che porta senso di conquista e crescita che resterà fissato nella memoria come emozione positiva».

Occorre fare leva su emozioni positive come la motivazione allo studio, la gratificazione, il senso di autoefficacia. Questi meccanismi cognitivi, infatti, sono considerati dalla ricerca dei fattori predittivi positivi per il successo scolastico e favoriscono i processi di apprendimento

Il concetto è semplice e, solo apparentemente, ovvio: un clima sereno e incoraggiante favorisce un apprendimento positivo e senza stress. Tanto nei bambini, quanto negli adulti.

Marika Saggiorato – Arianna Orrù

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